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GreenItaly 2020: le imprese green affrontano meglio la crisi

GreenItaly 2020: le imprese green affrontano meglio la crisi

Ieri, 29 ottobre, è entrata nel vivo l’undicesima edizione di GreenItaly 2020. La presentazione della ricerca sulla green economy italiana si è svolta in diretta streaming. In apertura, la moderazione della giornalista e direttore Rai Giuseppina Paterniti Martello e gli interventi di numerosi esperti del settore. Chiusura finale del Commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni.

Focus di questa undicesima edizione “Un'economia a misura d'uomo per affrontare il futuro”. Un tema che si fa protagonista assoluto dell’undicesimo rapporto GreenItaly della Fondazione Symbola e di Unioncamere. L'evento promosso in collaborazione con Conai, Ecopneus e Novamont, con la partnership di Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne srl ed Ecocerved, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, misura e pesa la forza della green economy nazionale.

Imprese Italiane: l’investimento della green economy

Sono oltre 432 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno investito negli ultimi 5 anni (2015-2019) in prodotti e tecnologie green. In pratica quasi una su tre: il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola. Valore in crescita rispetto al quinquennio precedente, quando erano state 345 mila (il 24% del totale). Nel manifatturiero sono più di una su tre (35,8%). Il 2019 ha fatto registrare un picco con quasi 300 mila aziende hanno investito sulla sostenibilità e l’efficienza. In questi investimenti fanno la parte del leone l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili insieme al taglio dei consumi di acqua e rifiuti, seguono la riduzione delle sostanze inquinanti e l’aumento dell’utilizzo delle materie seconde.

Covid-19: le imprese green hanno affrontato meglio la pandemia?

Secondo un’indagine svolta da Symbola e Unioncamere nel mese di ottobre 2020 (1.000 imprese manifatturiere, 5-499 addetti) chi è green è più resiliente. Tra le imprese che hanno effettuato investimenti per la sostenibilità il 16% è riuscito ad aumentare il proprio fatturato, contro il 9% delle imprese non green. Ciò non significa che la crisi non si sia fatta sentire, ma comunque in misura più contenuta: la quota di imprese manifatturiere il cui fatturato è sceso nel 2020 di oltre il 15% è dell’8,2%, mentre è stata quasi il doppio (14,5%) tra le imprese non eco-investitrici. Il vantaggio competitivo delle imprese eco-investitrici si conferma in un periodo così complesso anche in termini occupazionali (assume il 9% delle green contro 7% delle altre) e di export (aumenta per il 16% contro il 12%). Questo anche perché le aziende eco-investitrici innovano di più (73% contro 46%), investono maggiormente in R&S (33% contro 12%) e utilizzano o hanno in programma di utilizzare in misura maggiore tecnologie 4.0. Nonostante l’incertezza del quadro futuro, le imprese dimostrano di credere nella sostenibilità ambientale: quasi un quarto del totale (24%) conferma eco-investimenti per il periodo 2021-2023.

Dalla crisi all’opportunità

Il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci affrontando il tema delle opportunità derivanti da una grave crisi, ha citato Albert Einstein asserendo che “È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze”. Molte delle imprese italiane, infatti nonostante la crisi prodotta dal Covid-19, non hanno rinunciato a innovare e scommettere sulla sostenibilità ambientale. Alcune hanno deciso addirittura di alzare la posta per essere ancora più competitive e resilienti. Il lavoro di queste imprese spinge il Paese verso le frontiere avanzate della sostenibilità. L’Italia si fa portatrice di un primato importante. Secondo Eurostat è infatti in assoluto il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti. 79%, il doppio rispetto alla media europea (solo il 39%) e ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi Paesi europei. Non solo. Complessivamente, la sostituzione di materia seconda nell’economia italiana comporta un risparmio potenziale pari a 23 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 63 milioni di tonnellate di CO2. Si tratta di valori equivalenti al 14,6 % della domanda interna di energia e al 14,8% delle emissioni climalteranti (2018).

Green Jobs: occupazione e innovazione

Nel 2018 il numero dei green jobs in Italia ha superato la soglia dei 3 milioni: 3.100.000 unità. L’occupazione green nel 2018 è cresciuta rispetto al 2017 di oltre 100 mila unità, con un incremento del +3,4% rispetto al +0,5% delle altre figure professionali. La green economy è anche una questione anagrafica. Una importante spinta al nostro sistema manifatturiero verso la sostenibilità ambientale, infatti, è impressa dai giovani imprenditori: tra le imprese guidate da under 35, il 47% ha fatto eco-investimenti, contro il 23 delle over 35.

Il rapporto GreenItaly 2020 mette in luce dati incoraggianti. Sottolinea infatti gli effetti positivi generati dagli investimenti green nel nostro Paese: imprese più smart, imprese più digitali, imprese più giovani. Uno sguardo verso una transizione verde e digitale di cui l’Italia, in questi anni, potrà diventare vera protagonista in Europa.